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Comodato Gratuito e Imposta di Registro

Vivo in un’abitazione che mio padre mi ha concesso in comodato gratuito. Il Comune mi chiede copia del contratto di comodato. Mi hanno detto che devo pagare l’imposta di registro. E’ così? (Quesito di Donato A.)

Il comodato è un contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

Il comodato è essenzialmente gratuito (art. 1803 cod. civ.).

Il contratto di comodato può essere in forma verbale (semplicemente sulla base dell’accordo) ovvero in forma scritta.

In questo ultimo caso, però, se il contratto riguarda beni immobili, il contratto deve essere registrato obbligatoriamente in termine fisso ossia: entro 30 giorni dalla stipula.

E’ quanto prevede l’art. 5 comma 4 Tariffa – Parte I allegata al DPR nr. 131/86 (Testo unico imposte di registro).


Infatti, la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate nr. 14 del 06 febbraio 2001, ha precisato che il contratto di comodato di beni mobili, se redatto in forma scritta, è annoverato tra gli atti soggetti a registrazione in termine fisso per i quali è prevista l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa.

Perciò, è sufficiente la forma scritta (scrittura privata, atto pubblico, scrittura privata autenticata, ecc.) a far scattare l’obbligo di registrazione poiché rileva la “materializzazione” dell’atto di disponibilità del bene.

L’imposta di registro è in misura fissa di 168 euro. E a nulla rileva la gratuità del disponibilità del bene (mobile o immobile).

Inoltre, se il comodato di beni immobili è verbale, non sussiste alcun obbligo di registrazione salvo il caso d’uso, ossia, quando è necessario provare l’esistenza della situazione fattuale.

Infine, ai fini IMU (imposta municipalizzata propria che sostituisce l’ICI a partire dal 2012), l’immobile ceduto in comodato d’uso gratuito è qualificato come immobile a disposizione scontando l’aliquota massima dello 0,76%.

Ciò perché il comodato non altera lo status giuridico dell’immobile non costituendo (il comodato) un diritto reale sul bene.


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Articolo pubblicato in data: 8 marzo 2012
Archiviato in: Erario -

Autore

Commercialista e Revisore contabile in Lecce, CTU e Curatore Fallimentare presso il Tribunale di Lecce, Consulente e Formatore in Strategia Programmazione e Controllo. Google +






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